#NEW FEATURES Oltre i modelli: Truspace integra le nuvole di punti

Una nuova funzionalità porta le nuvole di punti direttamente nel CDE Truspace, ampliando la possibilità di fruizione di contenuti ed aggiungendo un nuovo tassello nella roadmap di sviluppo della piattaforma.

Ne parliamo con Marco Lotti, co-founder di 4Days, per approfondire da dove nasce quest’evoluzione, quali esigenze intercetta e quale direzione traccia di Truspace.

Marco, da dove nasce questa funzionalità?

Marco Lotti: “Il progetto si inserisce in un tema di sviluppo più ampio, che punta a rendere disponibili su una unica piattaforma (il CDE) le diverse forme di rappresentazione digitale di un asset (sia esso civile che infrastrutturale). L’IFC è senza dubbio lo standard di riferimento, ma il modello oggi può essere accompagnato da altri standard di rappresentazione digitale, rilevanti in determinate fasi del processo e che contengono altre informazioni o altre ergonomie di fruizione”.

Cosa significa portare le nuvole di punti all’interno dell’ACDat/CDE?

Marco Lotti: “Significa rendere disponibile un’informazione digitale sull’asset che sempre più spesso accompagna i progetti. Attraverso un viewer specifico è oggi possibile accedere alle nuvole di punti, aprirle, prendere misure, taggare punti di interesse e rappresentare modelli insieme ad esse. Questa funzionalità è spesso separata dai Common Data Environment: per noi era invece importante che ne facesse parte integrante in un’ottica di condivisione e fruizione fluida dei contenuti”

Qual è il vantaggio concreto per l’utente?

Marco Lotti: “L’utente non ha bisogno di un ulteriore strumento per visualizzare o condividere contenuti come le nuvole di punti, direttamente disponibili e navigabili nel CDE Truspace. È una funzionalità che è stata stimolata dal dialogo sia con clienti che operano in ambito pubblico e privato, sia nei processi di Design&Build che in quelli di manutenzione. In prospettiva sarà possibile sovrapporre rappresentazioni diverse aumentando la potenza di gestione dei contenuti (ad esempio nuvole, foto, modelli IFC, GIS, documenti, etc ..)”.

 Per navigare questi contenuti tipicamente gli utenti dovevano utilizzare software specifici pensati per gestire una specifica forma di rappresentazione (ad esempio le nuvole sono molto ingombranti, pesanti in termini di gigabyte e richiedono tecnologie di rappresentazione e streaming dedicate).

 La gestione e navigazione / interazione su un'unica soluzione (il CDE) dei contenuti consente a tutti gli attori interessati di fruirli e condividerli con una notevole semplificazione. Un ente o un’organizzazione che adotta Truspace -da oggi- non avrà quindi più bisogno bisogno di ulteriori tool per accedere a queste informazioni.”

Da dove nasce la necessità di gestire questi contenuti?

Marco Lotti: “Certamente è stata stimolata dalla crescente evoluzione delle tecnologie di acquisizione in termini di costi e qualità e dalla diffusione dei processi Scan to BIM e del rilievo digitale, che portano come conseguenza la gestione delle nuvole di punti.

Questo avviene sia in processi di manutenzione del patrimonio (rilievo digitale e modellazione BIM applicati ad edifici ed asset esistenti) che nei processi di Design&Build (ad esempio per lo stato di fatto in progettazione o per l’avanzamento lavori in cantiere) e, in un futuro, probabilmente anche nella gestione dei restauri architettonici e dei beni culturali (ambiti nei quali l’Italia può dire la sua).

Come avete trasformato questa esigenza in una funzionalità concreta?

Marco Lotti: “Dal punto di vista tecnico, questo ha portato a focalizzare le competenze dell’area R&S interna sulle tecniche di rappresentazione delle nuvole e sull’architettura della piattaforma. Abbiamo inoltre esteso la fase di analisi ai partner specialistici che utilizzano tecniche di rilievo digitale per approfondire le necessità in termini di feature e modalità di fruizione del contenuto.”

Questa nuova funzionalità fa parte di una roadmap più ampia?

Marco Lotti: “Il filo logico che unisce questo sviluppo a quelli futuri è la volontà di rappresentare il Digital Twin attraverso forme e standard diversi, aumentando la capacità di rappresentazione degli oggetti e la possibilità di fruirne direttamente sul CDE. È una roadmap che punta a rendere Truspace uno strumento sempre più profondo per i processi di collaborazione, condivisione, approvazione e validazione, evitando di dover passare da un’applicazione all’altra. L’obiettivo è anche quello di ampliare e normalizzare le tipologie di contenuto che possano un domani essere analizzate da forme di AI, potenziandone enormemente la gestione”.

La nuova funzionalità indica quindi un’evoluzione del concetto stesso di ACDat/CDE?

Marco Lotti: “In generale, l’ACDat deve avere la capacità di far fruire contenuti, che possono essere espressi in molti modi e attraverso standard diversi; permette di andare oltre i documenti, oltre gli elaborati bidimensionali, oltre i modelli IFC, oltre la rappresentazione GIS ... Diventa essenziale poter accedere a contenuti che rappresentano il progetto attraverso differenti punti di vista e con approcci nuovi.”

Quanto conta la capacità di intercettare ciò che sta cambiando?

Marco Lotti: “È un approccio strategico fondamentale. Questa integrazione nasce dall’osservazione continua del mercato, della sua evoluzione e della domanda, sostenuta da un programma attivo di R&S. La capacità di reagire rapidamente ai nuovi contenuti e alle esigenze che il mercato propone è per noi un fondamento e una sfida.”

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